Ventanni d'Aurora
A Ururi tornai nel giugno del sessantasette, appena chiuse le scuole: tenevo i miei bei sedici anni; che se ci penso adesso… mi viene in faccia una spruzzata gelida di nostalgia.
Giovanni 4
Il duello
La cavalcata
La promozione
 
US AURORA URURI
I Primi calci
Che cosa abbia rappresentato e rappresenti il calcio a Ururi s’è già detto. Lo stesso straordinario scrittore di origini ururesi, Luigi Incoronato, ne esaltò magnificamente la valenza sociale ...
La fondazione
La disfida di Larino
La prima promozione
 
Le stagioni calcistiche
Qui di seguito trovi tutti i riferimenti dei campionati di calcio disputati dallAurora Ururi
Decennio 1960-1970
Decennio 1970-1980
Decennio 1980-1990
Decennio 1990-2000
Decennio 2000-2010
Nota conclusiva
Il Calcio
Ostentorio contenente il pezzo di Legno

Nell’estate del 1954 a Ururi fervevano i preparativi per la promozione, un evento straordinario sentito fortemente dall’intera comunità. Prima di tutto era in programma la realizzazione di un nuovo campo sportivo, giacché quello esistente risultava inadeguato al nuovo campionato e non conforme alla normativa federale, e poi bisognava allestire una squadra in grado di affrontare città importanti come Benevento, Avellino, Frattamaggiore, Aversa, Baiano, Afragola, Pomigliano d’Arco, Giugliano, Cicciano, Capua e via dicendo.
Grazie all’interessamento dell’allora sindaco Vincenzo Occhionero che era anche il primo tifoso giallo-rosso, i lavori del nuovo campo posto lungo la strada provinciale per Serracapriola (dove oggi è) e all’epoca dichiarato da Luigi Incoronato lontano un chilometro dal paese (!), si svolsero a tempo di record. Si realizzò una struttura ampia, comoda e con un così bel muro di cinta in mattoni pieni da sembrare uno stadio vero, un fiore all’occhiello da fare invidia a tutti i vicini e meno vicini. Soprattutto rappresentava un “monumento” attestante la supremazia calcistica di un “differente” paese nel territorio.

Sulla composizione della squadra all’inizio si ebbero opinioni contrastanti tra i dirigenti: c’era chi propendeva per i ragazzi locali, chi per calciatori più esperti da procurare fuori paese. Alla fine prevalse la prima soluzione, un po’ per dar fiducia e premiare i giocatori del posto che avevano vinto la I Divisione e un po’ per l’atavica penuria di fondi. Sulla scia di questa impostazione fu incaricato a guidare la squadra un altro ururese: Aldo Tanassi. La partenza però si rivelò disastrosa e le sconfitte si susseguirono numerose. Non che la squadra subisse il gioco degli avversari in maniera travolgente, ma quel pizzico d’inferiorità non le permetteva di riportare risultati soddisfacenti. In trasferta, soprattutto, erano tutte cocenti batoste.

Domenica 16 gennaio 1955, in occasione della partita casalinga contro l’Aversana, fu ufficialmente inaugurato il nuovo campo sportivo alla presenza delle autorità cittadine e del numeroso pubblico, ma l’evento non modificò l’andamento negativo della squadra che nell’occasione venne ancora una volta sconfitta.

A un certo punto i dirigenti, sopraffatti dall’amarezza e dall’impazienza popolare, decisero di voltare pagina e prendere rinforzi. Prima di tutto assunsero un allenatore di mestiere, tale Vescovo proveniente da Fiume che dopo la guerra era rimasto in zona quale sfollato; poi, spendendo più del consentito e mettendo a repentaglio persino il bilancio familiare, assoldarono diversi giocatori da ogni parte d’Italia. Si trattava perlopiù di ex militari sbandati e affamati che si arrangiavano ovunque trovassero un minimo di sostentamento. Neppure i nuovi tiratori scelti però levarono l’Aurora dai pasticci. Sì, la squadra migliorò le prestazioni, ma non con la continuità necessaria, sicché ad alcune clamorose vittorie conquistate addirittura contro la capolista Aerfer di Pomigliano d’Arco, che poi vincerà il campionato, e contro la Russo di Cicciano, che arriverà seconda, si alternavano brutte sconfitte o miseri pareggi. Alla fine del torneo l’Aurora retrocesse amaramente e lasciò in giro un mucchio di cambiali da onorare. Era appena terminata l’annata calcistica 1954-55, una stagione vissuta nel vortice della passione più intensa e terminata nell’assoluta delusione; una stagione che segnerà la lenta ma inesorabile discesa della parabola sportiva locale: dal massimo splendore al mesto declino.

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