Su, diciamolo! Ururi non ha chissà quale superstoria: non è antico, non ha castelli, non ha stornelli, non ha eroi, non ha dipinti, non ha preghiere, non ha splendori. Ha una storia piccina piccina… una storiella.
Ecco, così ci siamo subito tolti la spina di traverso e non ci pensiamo più. Che poi non si capisce perché tutti debbano gonfiarsi il petto a mostrare i vanti del passato, come se i meriti degli avi competano automaticamente anche ai posteri, come se il figlio di un filosofo non possa essere più imbecille del figlio di un servo o di un ladro. Quando invece il mondo gira e va… e si capovolge pure. Vuoi mettere ad esempio i discendenti del glorioso popolo egizio o greco o romano con i nipotini di quei barbari dei vichinghi? Non c’è paragone! E tutti sappiamo da che parte oggi penda la bilancia della civiltà.
Allora, per favore, non cuciamoci addosso meriti che al presente non ci appartengono, ma usiamo la storia semplicemente per tener legato il tempo e divertirsi. E il Colosseo chi l’ha se lo tenga, che deve pure preoccuparsi a mantenerlo in piedi.
Tanto a me piace la Porta!
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